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[Intervista] L’Assistente Virtuale

Quella che vi presento oggi è una professione piuttosto nuova, e anche non particolarmente conosciuta: l’Assistente Virtuale.

Mi sono imbattuta in questa figura frequentando pagine social dedicate alle libere professioniste e la mia curiosità mi portato a volerne sapere ancora di più. Ecco quindi tutto quello che ho scoperto, attraverso le parole della nostra ospite.

Ciao! Parlaci un po’ di te

Ciao a tutti! Parto dalle basi: mi chiamo Monica Spinazzola, sono nata nel 1989 e abito in un paese della provincia di Milano.

Sono una persona parecchio curiosa, adoro i conigli, vorrei tanto trasferirmi al mare (il top sarebbe in California) e la musica è una delle poche cose che riesce a farmi stare sempre bene. Dopo essermi laureata alla triennale di Economia, ho deciso che era arrivato il momento di mettersi al lavoro senza proseguire gli studi.

Così, nel giro di 3 mesi, mi sono ritrovata a svolgere il mio primo lavoro importante presso un’azienda di moda italiana. Nonostante sia stata un’esperienza fondamentale per il mio percorso, dopo un paio d’anni mi sono accorta che le cose non stavano andando come avrei voluto.

Ed è allora che, dopo tanto cercare, ho letto il primo articolo in cui si parlava di Assistenza
Virtuale. Giusto il tempo di capire bene di cosa si trattava e poi il grande lancio vero il cambiamento che desideravo tanto!

 

Ci racconti bene bene che lavoro fai?

Dal febbraio 2016 mi occupo di Assistenza Virtuale, una realtà presente in Italia dal 2009 circa ma ancora poco conosciuta e che solo negli ultimi anni sta cominciando a svilupparsi sempre più.

Il mio lavoro consiste nell’aiutare altre libere professioniste e piccole imprenditrici online a liberare parte del loro tempo in modo che possano focalizzarsi sul cuore del loro business e trovare le energie per dedicarsi al suo sviluppo.

Le supporto svolgendo per loro diverse attività operative e organizzative come ad esempio l’aggiornamento del blog, la gestione di database online, la pubblicazione dei post sui social, la preparazione di presentazioni e le trascrizioni da file audio e video.

In pratica, arrivo in aiuto in quei momenti in cui pensano “Come faccio a gestire tutto da sola??” 🙂

 

Descrivi la tua giornata tipo (sempre che ce ne sia una!)

Anche se le mie giornate sono potenzialmente tutte diverse una dall’altra, sono rimasta abbastanza affezionata alle mie routine quindi in realtà potrei riassumere la mia giornata tipo così:

Sveglia: ore 07.00 circa. Nonostante abbia piena libertà di gestire il lavoro come meglio
credo, fin da subito ho voluto mantenere l’abitudine di svegliarmi presto come quando lavoravo in ufficio così da sfruttare al meglio la mattina. Ogni tanto però, la mia forza di volontà vacilla un pò e allora mi concedo un’oretta in più di sonno!

Mattino: fino alle 12 circa. Dopo la sveglia, la prima ora è dedicata alla colazione e alla lettura (ogni tanto anche alle parole crociate). Poi, dalle 08.30 alle 12 circa, lavoro per le mie clienti cercando di svolgere insieme tutte le attività che mi sono state affidate da ciascuna di loro così da ottimizzare quanto possibile tempo e impegno.

Pausa pranzo: fino alle 14 circa. Mi prendo la prima pausa lunga della giornata, anche perchè altrimenti non mangio! In queste due ore preparo il pranzo, controllo email e social, guardo qualche video su YouTube e mi godo il pranzo a tavola con mia madre e mio fratello.

Pomeriggio: fino alle 18.30 circa. Torno al PC per continuare il lavoro per le mie clienti oppure gestisco vari aspetti del mio business: programmo i social, la newsletter, sistemo il sito, scrivo gli articoli per il blog, preparo dei prodotti online.

Anche in questo caso cerco di ottimizzare organizzazione e tempo. Poi ogni tanto, soprattutto d’estate, faccio un pò di sport per compensare la giornata sedentaria e per rilassarmi (lo yoga vince su tutto!).

Amo così tanto lavorare al PC per i miei progetti che spesso mi ci metto anche la sera dopo cena, a meno che non abbia altri impegni chiaramente. Ma di solito a questo punto della giornata, e in alcuni momenti di lavoro particolarmente intensi, si trasforma in una relazione di amore/odio!

 

Che cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Sicuramente la flessibilità, che è proprio uno degli aspetti che poi mi ha portata a sceglierla rispetto ad altre alternative.

Poter decidere praticamente tutto del mio business mi ha regalato e mi regala tuttora una libertà immensa: il tipo di persone con cui voglio collaborare, i servizi che voglio offrire, l’evoluzione che voglio che la mia attività subisca, quali giorni e quali ore nella giornata voglio lavorare, la possibilità di adattare tutto in base ai miei desideri e alle mie esigenze.

Ripensandoci, forse è proprio la libertà che mi è mancata più di tutto nei miei anni da dipendente, dove giustamente non potevo decidere io come lavorare ma dovevo attenermi alle regole dell’azienda.

Ero così stanca di sentirmi dire cosa dovevo e non dovevo fare che diventare Assistente Virtuale mi è sembrata l’unica scelta che si potesse adattare a quello di cui avevo bisogno.

Ovviamente una libertà così grande implica, di contro, altrettante responsabilità ma personalmente non è mai stato un freno: del resto siamo già responsabili di tantissime cose nella nostra vita e lo siamo anche da dipendenti quindi in realtà per me è stata una considerazione del tutto naturale.

 

Hai voglia di confessarci anche quello che ti piace di meno? O quello che cambieresti?

Volentieri, perchè credo sia molto utile avere presenti sia i pro che i contro per poter valutare il più lucidamente possibile.

Forse quello che apprezzo meno del mio lavoro è la difficoltà a conciliare la vita lavorativa con quella privata, dato che il mio ufficio e il luogo dove vivo coincidono. E’ molto molto difficile lavorare da casa riuscendo a rispettare i ritmi di vita personali, soprattutto quando si hanno diversi progetti in attivo.

E’ una conseguenza normale per chi decide di lavorare in questo modo, per questo molti professionisti scelgono invece di usare co-working o spazi di lavoro simili: il passo da “Ok, lavoro tot ore e poi stacco e mi prendo un pò cura di me stessa” a “Sisi, lo faccio, prima però finisco un paio di lavori” è brevissimo a volte!

Chiaramente non è qualcosa che posso cambiare in assoluto, perchè è insito nella modalità “lavoro da casa”, ma mi sto impegnando affinchè possa riuscire a gestire nel modo migliore entrambe le sfere senza danni collaterali 🙂

 

Chi è il tuo cliente tipo?

Nello specifico, io ho deciso di rivolgermi ad un target femminile perchè riflettendo bene mi sono accorta che la maggior parte delle persone che stavo aiutando erano donne. E poi perchè, diciamocelo, tra di noi ci si capisce meglio e prima!

Chiaramente però mi capita anche di collaborare con professionisti uomini e succede quando la loro richiesta è qualcosa che mi interessa davvero. Ho sempre in mente il mio target di riferimento e tutta la mia comunicazione online e offline è dedicata proprio a questo, ma ciò non si traduce nell’esistenza di paletti “fisici” a livello di collaborazioni. Come ho già detto, sono una persona curiosa quindi mi piace conoscere le storie e i sogni di altri professionisti come me, e mi piace essere flessibile.

 

Da piccola, cosa rispondevi a chi ti chiedeva “cosa vuoi fare da grande?”

Onestamente non ho ricordi chiarissimi delle risposte che davo a chi mi faceva la fatidica domanda, ma di sicuro ricordo che per qualche tempo ho pensato che sarei diventata una veterinaria. Un classico!

Fin da piccola infatti amo gli animali (diciamo la maggior parte, perchè ad alcuni proprio non riesco nemmeno a pensare!) e ne ho sempre avuti qui a casa. Però poi, crescendo, ho capito meglio di che tipo di lavoro si tratta e che, nonostante tuttora ami l’idea di poter salvare tante vite, non ce l’avrei mai fatta a sopportare il dispiacere dei momenti brutti.

La passione per gli animali mi è rimasta e se posso salvarne qualcuno lo faccio sempre molto volentieri, però lavorativamente parlando ho deciso di buttarmi in altri campi.

 

La tua professione è molto “nuova”, o per lo meno ha degli aspetti piuttosto tradizionali ma inseriti in un contesto innovativo, e quindi è anche poco conosciuta. Come sei approdata alla scelta di dedicarti a questa attività?

In realtà un po’ per caso perchè fino a circa 3 anni fa ero sicurissima che il lavoro in ufficio fosse la soluzione giusta per me: posto sicuro, stipendio fisso, preoccupazioni limitate alle ore di lavoro fuori casa, indicazioni fornite da qualcun altro. Una pacchia insomma!

Però poi ho realizzato che non ero realmente contenta di dove e come passavo le mie giornate. Perchè comunque emotivamente mi portavo il lavoro anche a casa e soffrivo per il fatto di dover stare nei limiti di quello che mi era permesso come dipendente.

Questa sensazione con il tempo è anche peggiorata fino a quando non sono più riuscita
a conviverci. A 26 anni non volevo accontentarmi di quello che avevo trovato, seppure fosse un ottimo lavoro per il quale in tanti avrebbero pagato, e non volevo vivere quel tipo di situazione per il resto della mia vita.

Poi un giorno il mio ragazzo mi passò il link di un articolo pubblicato sul magazine online Nomadi Digitali scritto da Mary Tomasso in cui presentava il lavoro di Assistente Virtuale e le sue “caratteristiche”.

L’idea mi ha subito incuriosita così ho cominciato a documentarmi, ma all’inizio avevo capito che si trattava di una specie di segretaria da casa e quindi per qualche settimana ho lasciato perdere perchè non era quello che stavo cercando.
Un’altra ondata di insoddisfazione al lavoro mi ha spinto ad approfondire l’argomento scoprendo che invece avrei potuto plasmare l’attività come meglio credevo. Da lì poi mi sono convinta sempre di più e ho cominciato ad organizzarmi seriamente per lasciare il lavoro da dipendente e iniziare un nuovo capitolo della mia vita.

Come ti sei preparata per il tuo lavoro?

Mi piace pensare che nella vita tutto serva, anche se magari ad un primo pensiero non ci sembra così.

Quindi, anche se in realtà oggi non faccio un lavoro in cui metto esplicitamente in pratica le cose che ho appreso durante i corsi all’università o durante le passate esperienze lavorative, tutto ciò mi torna utile nel momento del bisogno.

Nello specifico invece, ovviamente ho dovuto formarmi un minimo per poter svolgere
questo lavoro con professionalità perchè fino a 2 anni fa la mia conoscenza del mondo digital e social era limitata all’uso personale.

Quindi la primissima cosa che ho fatto è acquistare il corso di Mary Tomasso, il primo in italiano a spiegare passo passo come creare la propria attività di Assistente Virtuale. Questo corso è stato fondamentale per me per capire concretamente gli step necessari per propormi sul mercato come professionista.

Nel contempo ho acquistato e frequentato anche qualche corso, sempre online, su temi legati al mio nuovo lavoro: le basi della gestione social, la strategia digital e marketing, l’utilizzo della newsletter, le sponsorizzazioni a pagamento, e altri ancora.

Diciamo però che la formazione non finisce mai perchè è importante rimanere aggiornati per non perdersi pezzi importanti, quindi quando posso partecipo a webinar, eventi, workshop e iniziative varie sugli argomenti che mi interessano.

 

Quanto impegno hai messo nel progettare il tuo percorso professionale e quanto invece pensi abbia inciso la fortuna, il caso?

Questa è una domanda molto interessante, perchè mi capita spesso di dire che sono stata fortunata a poter prendere questa decisione.

Il motivo per il quale ho potuto scegliere un’alternativa al mio lavoro in ufficio e licenziarmi nel giro di qualche mese è che avevo un “paracadute”, nel caso avessi preso un abbaglio e le cose fossero andare veramente male.

Non avevo nessuna responsabilità veramente grossa sulle mie spalle (penso ai figli, alla casa o altre spese gravose) perchè vivevo ancora con la mia famiglia quindi mi sono detta che era il momento perfetto per fare il grande passo.

Questo mi ha permesso di vivere il tutto in maniera sicuramente meno pesante e ansiosa, ma non ha reso più facile il lavoro di costruzione della mia attività tassello dopo tassello.

Mi impegno moltissimo per farmi conoscere e apprezzare dalle altre professioniste e fin da subito ho dovuto assumere un atteggiamento proattivo senza il quale oggi non sarei di certo qui a raccontare come sono felice di essere un’Assistente Virtuale.

Lavorare come freelance richiede sforzi costanti per far funzionare le cose e ricreare un pò quella sicurezza che è quasi scontata per chi è dipendente, ma è un percorso fattibile.

Come la maggior parte delle cose nella vita, dipende soprattutto da quanta voglia si ha di impegnarsi ma richiede anche fiducia e un tocco di magia nel pensare che, lavorando sodo, si può riuscire nei propri intenti 🙂

 

La vita del freelance viene spesso considerata rischiosa dal punto di vista della “sicurezza economica”, o guardata con invidia da chi vorrebbe dedicarsi a ciò che ama ma non è sicuro di potercela fare. Qual è la tua esperienza a questo proposito?

E’ quello che ho avuto modo di riscontrare anche io in questi 2 anni di lavoro indipendente e, per quello che è stata la mia esperienza finora, mi sento di dire che entrambe le visioni sono corrette.

Personalmente non ho vissuto momenti veramente difficili finora quindi, nel mio caso, diventare professionista è stata la scelta migliore che potessi fare, però mi rendo contro che non per tutti è così.

Questo perchè la vita da libero professionista o imprenditore è più complicata rispetto a quella da dipendente, sotto molti aspetti. Certamente chi ha ruoli importanti nelle aziende non ha vita facile a livello di preoccupazioni e responsabilità, ma essere imprenditori di se stessi implica necessariamente una insicurezza di base che è tipica.

Si diventa responsabili di ogni più piccolo dettaglio: se le cose vanno bene è merito mio che ho lavorato bene, se invece vanno male vuol dire che non mi sono impegnata abbastanza perchè le cose funzionassero in modo efficace.

Certo, non ho in mano le sorti di un’azienda di centinaia o migliaia di famiglie ma sono comunque consapevole che se non continuo ad impegnarmi in modo costante o non mantengo l’atteggiamento giusto, tutto questo viene a mancare perchè non ho chi mi regala lo stipendio se di punto in bianco tutte le mie clienti decidono che non hanno più bisogno del mio supporto.

 

Cosa diresti a chi sta pensando di fare da grande il tuo lavoro? E a chi ha già un po’ di esperienza ma è incuriosito da questa nuova professione?

Ai primi direi di valutare tutti i pro e contro della scelta di lavorare come freelance e, nello specifico, come assistente virtuale, per evitare di prendere decisioni affrettate. E poi di abbandonarsi anche un pò al loro istinto.

Gli aspetti da tenere a mente sono tanti quando ci si mette in proprio e non è sempre facile capire in che direzione procedere, ma penso sia molto importante comprendere che scegliere di fare le cose nel migliore dei modi fin da subito è sempre un buon punto di partenza.

Raccogliere informazioni, documentarsi con ogni mezzo, paragonare le esperienze di chi già lo fa permette di scegliere in modo più consapevole. Io adoro il mio lavoro e, se ne ho la possibilità, aiuto sempre volentieri chi vuole intraprendere lo stesso percorso ma saltare le tappe è sempre un po’ rischioso.

Ai secondi invece direi che la cosa più importante è capire bene la nicchia a cui ci si vuole rivolgere, visto che in questo caso la fase iniziale come freelance è già stata affrontata.

Come avviene anche in altri campi, le cose che funzionano meglio sono quelle specializzate e in questo settore non è diverso: è un lavoro interessante che incuriosisce parecchie persone quindi con il tempo la concorrenza sta aumentando sempre più, per questo è bene pensare ad un target che sia più specifico possibile.

Specializzazione che non si riferisce per forza solo alle persone con cui si vuole lavorare ma può anche declinarsi nei servizi che si scegli di offrire.

 

Sei contenta di quello che fai o, potendo, torneresti indietro? Perché?

Assolutamente sì. Spesso, soprattutto i primi mesi dopo il cambiamento, mi sono sentita dire che si percepiva tutto l’entusiasmo che ho per il mio lavoro e questo non può che farmi piacere perchè è stata davvero una rivelazione per me.

Una cosa in cui credo è che tutto avviene nel momento giusto quindi, anche se a volte mi sono ritrovata a pensare che avrei potuto farlo prima così mi sarei risparmiata scocciature e arrabbiature in ufficio, la parte razionale di me sa che non sarei stata pronta per un cambiamento del genere.
I quattro anni in azienda sono stati fondamentali per capire le basi del lavoro, cosa significa avere a che fare con le persone in ambito lavorativo e per allenare le competenze e le capacità che mi sono ancora utili (come l’inglese, alcuni software, la disponibilità nel fornire un reale valore al destinatario della richiesta).

Però ecco, tornando indietro, sicuramente farei la stessa scelta. La libertà è un valore a cui sono molto legata, e oggi grazie a quella decisione posso vivere seguendo i miei desideri.

 

Ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato. Se ti va, sei libera di aggiungere un pensiero, un aneddoto, un consiglio, una citazione, un’immagine o quello che vuoi.

Grazie a te per questa possibilità di raccontare un pò di me e del mio percorso professionale, spero possa essere di aiuto a tutte le persone che stanno vivendo una situazione simile alla mia e hanno bisogno di qualche stimolo per seguire i propri desideri 🙂

Per concludere, mi piacerebbe condividere con voi questa citazione di Napoleon Hill che a me fa battere il cuore ogni volta che la leggo perchè mi ricorda quanto sia importante avere sempre a mente ciò che ci fa stare bene per riuscire a creare la vita soddisfacente che meritiamo.

Potete trovare Monica direttamente sul suo sito web e naturalmente sui canali social: FacebookLinkedIn e Instagram

 

* Ti è piaciuta l’intervista? Vuoi leggerne altre? Le trovi tutte alla pagina La Bussola!

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