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[Intervista] Animazione creativa, giocodanza e yoga della risata

Spade di palloncini, truccabimbi, giochi, laboratori: sono immagini famigliari? 🙂

In questa Bussola incontriamo proprio una animatrice e formatrice, che utilizza gioco, danza, musica e colori non solo per svago ma anche come stimolo alla formazione di grandi e piccini.

 

Benvenuta! Parlaci un po’ di te e del tuo lavoro

Grazie mille! Mi chiamo Stefania, ho un’attività di formazione creativa e animazione eventi che si chiama Svago e torno. Organizzo e gestisco laboratori per adulti ma soprattutto bambini.

Propongo diverse attività come danza, laughter yoga (ovvero come imparare a fortificarsi utilizzando le proprie risorse interiori, in Italia è più conosciuta come “yoga della risata”), colore sonoro (una mia invenzione 😉 che permette di creare delle vere opere d’arte utilizzando la musica come incipit al lavoro creativo) e laboratori di diverso genere che però strizzano sempre l’occhio alla creatività, al riciclo e al lavoro di squadra.

Inoltre mi occupo di animazione, intrattenendo grandi e piccoli con giochi, balloon art, spettacoli di danze orientali, baby dance, truccabimbi e atelier creativi.

Sono inoltre un’insegnante certificata di Giocodanza, ovvero di propedeutica alla danza e alle attività artistiche e sportive. In pratica, faccio fare ai bimbi attività fisica per insegnare le basi utili e comuni a tutti i tipi di danza e attività sportive, attraverso il gioco.
L’attività fisica è così meno faticosa, si raggiungono molti risultati senza creare stress e si sviluppano o si ampliano una serie di competenze utili alla crescita personale, scolastica e artistica del bambino (potenziamento fisico, ricerca dell’equilibrio, rispetto delle regole, sviluppo dell’attenzione, senso del ritmo, aumento della creatività, etc..)

 

Che cosa ti piace di più del tuo lavoro?
La risposta dei miei utenti. Quando lavoro in formazione con gli adulti mi piace sentirmi ringraziare per aver regalato un po’ di serenità e svago mentale e aver fornito elementi utili alla propria realizzazione… perché non è mai scontato.

Quando invece lavoro con i bambini, sia loro che i loro genitori o educatori (nelle scuole) sono entusiasti dei risultati ottenuti: quando un bimbo supera un disagio, un problema, una difficoltà psicologica o fisica il suo orgoglio riempie il mio.
Quando invece faccio animazione, neanche a dirlo… le risate e i sorrisi che raccolgo mi caricano tantissimo!

 

 

Hai voglia di confessarci anche quello che ti piace di meno? O quello che cambieresti?
È difficile non entrare nel personale in questo tipo di lavoro e lo sforzo psico-fisico è enorme, ma dovendone restare fuori per esigenze professionali è complicato. Quando, per esempio, mi trovo davanti a dei limiti importanti che i bimbi “ereditano” da comportamenti errati dei propri genitori/educatori, non riesco a far finta di niente e provo a cambiare le cose, ma non sempre mi viene reso possibile.

 

Da piccola, cosa rispondevi a chi ti chiedeva “cosa vuoi fare da grande?”
La cuoca! E per un po’ l’ho fatto in ambito scolastico: mi piace da sempre cucinare perché, come nel mio lavoro, la creatività è d’obbligo.

 

Come ti sei preparata per il tuo lavoro?
Ho lavorato per alcuni anni come educatrice d’infanzia nei nidi, poi come formatrice aziendale. Ho conseguito un diploma di insegnamento al Giocodanza, una certificazione per insegnare Laughter yoga e Body Percussion. Ho poi frequentato corsi di animazione eventi, teatro, canto, danze orientali, Biodanza e diversi corsi sulla comunicazione.

 

Quanto impegno hai messo nel progettare il tuo percorso professionale e quanto invece pensi abbia inciso la fortuna, il caso?
Ci ho messo diversi anni a formarmi e tutt’ora continuo. Mi ha aiutato aver messo subito tutto in pratica durante i periodi di studio. Le occasioni me le sono create interamente da sola ma il via me lo ha dato la fortuna di conoscere una persona che ha pensato proprio a me per la creazione dei miei primi laboratori.

 

Cosa diresti a chi sta pensando di fare da grande il tuo lavoro?
Gli direi prima di tutto di focalizzarsi su un target in particolare e sui suoi bisogni! Perché io tra grandi e piccoli faccio una fatica… 😂
Se però volesse lavorare come formatore nell’ambito socio-pedagogico ci terrei a dire che, anche se è un lavoro che dà molte soddisfazioni, è faticoso e non è facile, perché il valore della formazione di piccoli e adulti in Italia non viene ancora preso molto sul serio…

Le cose stanno lentamente cambiando ma bisogna sempre faticare per avere credito, e molto spesso bisogna scendere a compromessi economici: all’inizio potrebbe aiutare avere un secondo lavoro (o più di uno, come nel mio caso!)

 

Stefania, io ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato e ti auguro il meglio per poter continuare a fare della tua passione un lavoro!

 

Trovi Stefania sulla sua pagina Facebook Svago e torno e su Instagram, sia come @vampizste che Svago e torno.

 

* Ti è piaciuta l’intervista? Vuoi leggerne altre? Le trovi tutte alla pagina La Bussola!

 

Tutte le foto del post sono di Stefania, che ce ne ha gentilmente concesso l’utilizzo.

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