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[Intervista] L’Operatrice del Benessere e Osteopata

Uno dei motivi per cui mi piace il mestiere che faccio è assistere al cambiamento dell’espressione del/della cliente da quando arriva a quando scende dal lettino. Oggi ancora di più… La cliente mi ha voluto far partecipe di una parola, “custodire”, che le riecheggiava in testa durante il trattamento… Queste esperienze, per me, sono le gratificazioni più grandi.

 

Appena ho letto queste parole sulla pagina Facebook di Serena, non ho potuto fare a meno di contattarla per chiederle di rispondere alle domande dell’intervista ed essere anche lei una #bussola: una passione così evidente per il proprio lavoro, e la sua capacità di trovare gratificazione anche in dettagli apparentemente piccoli, mi hanno profondamente colpito.

Fortunatamente ha accettato (grazie!) e ora vi lascio alla sua testimonianza.

 

Ciao! Parlaci un po’ di te

Sono Serena, ho 38 anni, ho due bimbe e un compagno. Sono Massaggiatrice e, da poco tempo, Osteopata.

 

La percezione comune temo faccia un po’ di fatica a fare chiarezza e distinguere tra figure professionali che hanno dei tratti simili ma che in realtà lavorano su aspetti differenti del corpo umano. Ci potresti spiegare a grandi linee la differenza tra un massaggiatore, un osteopata, un fisioterapista, un chiropratico o altre figure che ti vengono in mente?

Il massaggiatore esegue massaggi e manualità di vario tipo (rilassanti, decontratturanti, drenanti), non terapeutiche. L’osteopata esegue manipolazioni (che possono essere molto leggere, come quelle fasciali, oppure dirette, come i trust) che mirano a fornire all’organismo la possibilità di attivare tutte le sue capacità di recupero spontaneo e di autoguarigione, evitando quindi di focalizzare il trattamento sui sintomi, bensì occupandosi di riarmonizzare le funzioni di movimento nel corpo.

Il fisioterapista si occupa della prevenzione, della diagnosi e della cura di tutte le aree legate alla motricità. Spesso collabora con altre figure mediche. E’ essenziale, ad esempio, nel caso di un’operazione chirurgica che ha coinvolto un arto, per la quale, dopo il giusto periodo di riposo post-operatorio, c’è bisogno “di ripartire” e tornare in forma. Il chiropratico si occupa della salute del corpo umano partendo dal sistema nervoso e, dunque, dalla colonna vertebrale, sulla base dell’assunzione che essa controlla tutti gli altri sistemi del nostro corpo.

 

 

Descrivi la tua giornata tipo (sempre che ce ne sia una!)

La mia giornata tipo è molto simile al gioco del Tetris: al momento, essendo libera professionista, collaboro con diverse realtà, quindi mi destreggio tra massaggi all’interno di una SPA, trattamenti di Osteopatia presso il mio studio, corsi di massaggio infantile all’interno di una grotta di sale, massaggi a domicilio, organizzazione degli appuntamenti dei giorni seguenti, uno sguardo alla comunicazione per essere presente sui social… ritagliandomi ogni giorno il tempo per fare la mamma!

 

Che cosa ti piace di più del tuo lavoro?

Notare la differenza dello sguardo della persona alla fine di un trattamento rispetto a quello che aveva appena arrivato è la mia più grande soddisfazione. Lavorare con degli “esseri umani”, proprio nel momento in cui sono più vulnerabili a livello fisico ed emozionale, in parole povere, quando sono più “umani”, è estremamente gratificante.

 

Hai voglia di confessarci anche quello che ti piace di meno? O quello che cambieresti?

Amo il mio lavoro. Cambierei soltanto i termini di tutela del lavoratore con partita Iva nel nostro Paese… inesistenti! Pazzesco!

 

Da piccola, cosa rispondevi a chi ti chiedeva “cosa vuoi fare da grande?”

Oscillavo tra la parrucchiera e la psicologa!

 

Come sei approdata alla tua attuale professione? Quanto impegno hai messo nel progettare il tuo percorso professionale e quanto invece pensi abbia inciso la fortuna, il caso?

I miei studi hanno riguardato tutt’altro: ho frequentato il liceo scientifico e poi mi sono laureata in Sociologia! Quando sono diventata mamma ho frequentato un corso di massaggio infantile… ed è stato un colpo di fulmine! Massaggiando la mia bimba ho capito la bellezza e l’importanza del contatto. Ho intuito e assecondato la mia curiosità verso questo mondo e ho rimesso tutto in discussione. Sono ripartita con lo studio, la scuola, gli esami! Non parlerei di fortuna, è stata una scelta fortemente voluta. Confrontandomi con i miei colleghi, ho notato che in tanti sono approdati a questo lavoro dopo averne fatti altri, come se ci si accorgesse dell’esistenza di questa professione e della propria predisposizione solo una volta adulti… è una scoperta profonda di sé.

 

Come ti sei preparata per il tuo lavoro?

Il bello di questa professione è che, avendo a che fare con il corpo umano, che è una macchina meravigliosamente complicata, prevede un mondo esplorativo veramente ampio: ha tante diramazioni, tante porte da aprire e approfondire a seconda dei propri interessi, attitudini e nel momento in cui se ne senta la necessità! Personalmente ho iniziato frequentando un semplice corso di massaggio svedese base e poi vari corsi leggeri e affascinanti di massaggio rilassante (pietre calde, bamboo… quelli che, soltanto sentendoli nominare, sei già su un altro pianeta!). Avendo delle bimbe piccole, ho intanto approfondito il massaggio infantile. In seguito mi sono avvicinata al linfodrenaggio, e ho iniziato a percepire la complessità del corpo umano. Quando ho sentito il bisogno di doverne capire di più mi sono iscritta a osteopatia, che mi ha dato la possibilità di percepire i collegamenti tra struttura e funzione.

 

 

Quali sono secondo te le caratteristiche imprescindibili richieste a chi svolge la tua professione? Sono innate o si possono in qualche modo acquisire?

Le manualità si imparano, ma le mani a un certo punto devono saper “ascoltare” il corpo e intuire la direzione in cui andare. E’ qui che entra in ballo l’empatia, che credo sia una caratteristica sottile, da saper dosare ancor meglio della pressione richiesta da una tecnica.

 

Cosa diresti a chi sta pensando di fare da grande il tuo lavoro?

Di considerare questa intuizione come un dono! Chi ha sentito di essere portato per questo tipo di lavoro raramente è tornato indietro. E’ un lavoro veramente appagante!

 

Ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato. Vuoi lasciarci un ultimo pensiero, una riflessione o una citazione?

“Per provare cosa significhi un massaggio non è necessario stare molto male, basta solo avere voglia di stare meglio” – Anonimo

 

NB: puoi trovare Serena sulla sua pagina Facebook Benes Sere e su LinkedIn

 

* Ti è piaciuta l’intervista? Vuoi leggerne altre? Le trovi tutte alla pagina La Bussola!

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