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[Intervista] La sommelier – e non solo…

Ebbene sì, apprezzo il buon vino, i bianchi fruttati in particolare (offritemi un Gewurtztraminer e mi farete felice) ma non sono così raffinata da saper distinguere tra un Chateau Lafite e un Sauvignon qualunque. A distanza di parecchio tempo posso anche serenamente confessare che sono arrivata alla finale della gara di sommelier della festa dell’oratorio per una pura botta di fortuna. 

Da qualche anno ho quindi deciso che, per il mio 40esimo compleanno, mi regalerò un corso di degustazione vini, ma di quelli seri, fatti bene. Nell’attesa, oramai sempre più breve (sigh), mi è capitato di intercettare su Facebook l’ospite di questa Bussola, e la mia proverbiale curiosità ha trovato pane per i suoi denti nell’energia esplosiva di questa imprenditrice del settore enogastronomico. Vuoi sapere anche tu cosa mi ha raccontato?

 

Benvenuta! Parlaci un po’ di te
Sally, 34 anni , leone ascendente leone 😀
Ligure di origine, sono di Imperia, non ero proprio fatta per stare in un posto solo e così via a Milano e da qui nel Mondo. Viaggiare mi dà ossigeno, è il modo migliore per scoprire cibo, vino e tutto quello che mi piace in una chiave sempre diversa! Anche se, lo confesso, viaggiare per me vuol dire quasi sempre USA, la prima vera passione che ricordo da sempre. Avevo 6 anni quando ho realizzato che era il mio posticino nel mondo ancora prima di vederlo…come? La mia zia preferita vive a New York e mi era venuta a trovare, raccontava degli States come di un posto dove tutto era grande e bellissimo…niente, mi sono innamorata all’istante e ancora oggi ringrazio mia zia Margherita ogni giorno 😀

 

 

La tua professione ha un settore di riferimento che è quello enogastronomico, ma i ruoli che svolgi sono molteplici e intrecciati tra loro: ce li vuoi raccontare?
Organizzo eventi, importo vini, sono sommelier e gestisco social e blog..eh si le cose sono tante! 😀
Ricollegandomi alla mia passione per gli States, mi sono detta da sempre che avrei dovuto trovare una chiave per lavorare a contatto con il mercato USA.
Ho cominciato con Airbnb, sono stata 2 anni la responsabile vendite del mercato Italia ma dopo un po’ mi sono detta che volevo una sfida tutta mia dove il mercato americano fosse ancora più presente e così ho pensato fuori dagli schemi.

Il primo passo del lavoro è stato capire come farlo 😀 Italia e America, da cosa sono legate? food e wine. Sì, ma italiano. Ma le cose sono moltooo cambiate dai tempi di solo patatine e hamburger, basta vedere il lavoro fatto da Michelle Obama per il cibo di qualità nelle scuole per esempio. E così mi sono detta, perché non investire sul wine ma americano?

La seconda fase del lavoro è stata quindi la ricerca (tanta!) di produttori e di una zona interessante.
Il mio interesse si è focalizzato sullo Stato di NY, mi sono recata sul posto e con la mia macchinina a noleggio sono andata a stringere mani e conoscere vini. I produttori mi prendevano per una matta inizialmente 😀
E qui comincia la fase più noiosa, quella burocratica del far arrivare fisicamente un vino dall’altra parte del Mondo all’Italia. Ho impiegato mesi per tutta la trafila, davvero stancante! Ma, grazie a commercialisti, spedizionieri internazionali e l’appoggio dei miei produttori, finalmente ora tengo fra le mani le bottiglie, eheh!

 

 

Altro ruolo che gestisco è quello di organizzatrice eventi, indispensabile per promuovere al meglio il vino in tutta Italia e farlo conoscere a wine lover e appassionati. Questo mi è molto facilitato dalla mia parte “bionda”, un po’ “showgirl”, chiamiamola spontaneità, sapendo sempre intrattenere al meglio le persone durante un winetasting, partendo da un grande vino, naturalmente.

E per finire il mio lavoro da sommelier ufficiale AIS Italia, nel quale sto muovendo i primi passi proprio in sala, con non poca ansia lo confesso! AIS Milano è una squadra meravigliosa e spero di essere sempre all’altezza dei miei colleghi 🙂

 

 

La tua vita lavorativa è inoltre caratterizzata dall’esperienza in un altro ambito, che è quello della sharing economy: puoi spiegarci meglio di che cosa si tratta?
La Sharing Economy è stata una parte in effetti importante per me, iniziata con Airbnb e che prosegue tutt’oggi con un progetto che continuo a portare avanti nel tempo libero, essendo completamente gratuito. Si tratta di Bjull, sito internet per la condivisione di frutta e verdura a km0. Con il mio sito puoi localizzare l’orto più vicino a te e recarti sul posto per cogliere i prodotti direttamente sul campo.

L’idea è nata grazie a mio padre, piccolo produttore, che ogni anno si vedeva costretto a regalare, congelare all’inverosimile, e persino (ahimè!) buttare verdura di stagione che come sempre arriva tutta insieme! Ero sicura che ci sarebbe stato qualcuno in zona interessato a quel prodotto, ma come fargli trovare il nostro orto? Mappandolo! E da qui siamo cresciuti fino a mappare più di 200 produttori in Italia.
Credo in questo progetto per la filosofia del combattere lo spreco e per la belle connessioni nate negli anni fra produttori e consumatori!

 

Da piccola, cosa rispondevi a chi ti chiedeva “cosa vuoi fare da grande?”
Se ti dico che il mio “da piccola” è durato fino a 19 anni e la risposta era “BOH”? 😀
Che poi chissà, forse ancora adesso non so cosa farò da grande, mi sento un’eterna Peter Pan e sono così desiderosa di continui cambi che sono certa che ogni punto d’arrivo è solo un nuovo punto di partenza 🙂 Beh, però una certezza c’è sempre stata: che mi portasse in America!

 

 

Quanto impegno hai messo nel progettare il tuo percorso professionale e quanto invece pensi abbia inciso la fortuna, il caso?
Come dice Woody Allen in “Match Point” la gente ha paura dell’importanza della fortuna, ma invece conta eccome! Ho scoperto dell’esistenza di Airbnb al party di apertura degli uffici di Milano, e 2 mesi dopo ero nel team. Chi l’avrebbe mai detto: ero andata solo per bere una birra e uscire quella sera 😀
Ma sono anche indubbiamente una persona che costruisce la sua fortuna con tanto lavoro, sopratutto ora che lavoro da sola sul mio progetto wine e di eventi. Come si fa? Con continui contatti, allargando sempre la cerchia di conoscenze, studiando (essere sommelier richiede aggiornamenti continui!), stando sempre sul pezzo!

 

Hai da poco concluso il percorso per diventare sommelier: hai già in mente in quali modi verrà integrata questa tua nuova qualifica all’interno del tuo lavoro attuale?
Sicuramente entrare a pieno titolo nella cerchia di sommelier di AIS Milano è una grande soddisfazione prima di tutto, ma una possibilità concreta lavorativa subito dopo. L’AIS conta una squadra di oltre 200 sommelier in servizio continuo solo su Milano: corsi, banchi di degustazione, eventi, sono occasioni continui per migliorarsi e sperimentare sul campo quanto studiato.
Avere un titolo del genere sicuramente mi aprirà nuove porte e nuove possibilità, è un percorso che consiglio a tutti quelli che vorrebbero entrare nel mondo wine in modo serio e certificato.

 

Come si fa ad organizzare un evento nel settore enogastronomico? Dall’idea all’evento: quali sono le fasi che devi attraversare?
Differenziarsi è la chiave fondamentale per me: hai un tuo settore di riferimento ma cosa hai di più? Cosa spinge le persone a venire ad un tuo evento?
Nel mio caso l’elemento di forte differenza e curiosità lo fa sicuramente il vino americano; sono infatti esclusivista in Italia di diverse winery e siccome solo io ho questo prodotto in Italia, la cosa mi permette di organizzare eventi con un focus specifico che possano catturare maggiormente l’attenzione!
Poi sicuramente i passaggi sono le PR: tante relazioni che ti aiutino a far conoscere il tuo business e quello che realizzi.

Io dico sempre, cosa può mai succedere a provarci? Provate a scrivere a più contatti possibili, spargete la voce il più possibile, ne uscirà sicuramente qualcosa di buono!
Ultimo consiglio, cercate partner affidabili, io per esempio collaboro molto spesso con lo stesso partner lato food, quindi circondatevi di figure valide che possano supportarvi al meglio.

È proprio lei: Lidia Bastianich!

 

Descrivi la tua giornata tipo (sempre che ce ne sia una!)
Alzi la mano chi pensa che lavorare da casa sia pigiama e pantofole? SBAGLIATO!
Io organizzo la maggior parte del mio lavoro da casa, esco per appuntamenti con i clienti ma sono molto organizzata nelle mie giornate. Molto spesso la mia pausa pranzo è in palestra, almeno 3 volte a settimana , e questo mi permette di uscire, vedere persone e non fare una vita troppo sedentaria. Una volta a settimana ho lezione di inglese e poi tanta pratica wine a banchi di degustazione e nei corsi.
E se voglio staccare? Cinema e videogiochi 😀 (non mi faccio mancare niente insomma!)

 

Che cosa ti piace di più del tuo lavoro?
Nel mio lavoro di organizzatrice eventi e winemerchant indubbiamente il fatto di essere artefice del mio destino:  faccio tutto da me nel bene e nel male! L’unico (grande) aiuto me lo dà Francesco, mio marito, che lavora come ArtDirector in una grande agenzia di Milano e mi supporta molto nel lato tecnico della gestione del mio blog e in diverse presentazioni a clienti. Autonomia e indipendenza si aggiungono al quadro.

Per il lato sommelier adoro il fare pratica, confrontarmi ai banchi di degustazione con i colleghi e scoprire ogni volta profumi e varianti anche in un vino già provato!

 

Hai voglia di confessarci anche quello che ti piace di meno? O quello che cambieresti?
Per quanto riguarda il lavoro di organizzatrice eventi sicuramente il lato pesante è il portare avanti 20 progetti per concluderne 1: c’è davvero tantissimo lavoro sotto la punta dell’iceberg!

Nel lato wine al momento confesso che non cambierei nulla: sento che è un campo dove ho ancora così tanto da imparare che sono felice di seguire tutti i passi un po’ alla volta 🙂

 

 

Cosa diresti a chi vorrebbe intraprendere un percorso professionale nel settore enogastronomico? Quali sono le figure più richieste per raccontare questo mondo? Ci sono enti, scuole in cui potersi formare?
Il food è indubbiamente un settore in continua crescita negli ultimi anni: le figure continuano a crescere, le richieste ad aumentare, ma la cosa fondamentale resta una formazione adeguata e quello che dicevo prima, ritagliarsi una nicchia di particolarità, un qualcosa che ti renda davvero unica e richiesta!

Storia diversa per quanto riguarda il lato wine, ancora avvolto da un velo più accademico. Sono molti i corsi che si possono seguire per avere una preparazione sul questo mondo, io ho scelto l’AIS e posso dire di esserne entusiasta. La sede AIS Milano é la più grande e la più importante in Italia e offre una continua formazione, persone pronte a accoglierti e rispondere a ogni domanda, accogliendoti da “pulcino” e seguendo davvero la tua formazione! Per me é il top 😉

 

Ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato. Se ti va, sei libera di aggiungere un pensiero, un aneddoto, un consiglio, una citazione, un’immagine o quello che vuoi.
Siete unici/Siate unici!
Non state mai troppo fermi nello stesso posto lavorativo, cambiare è fondamentale e si può fare anche restando nello stesso campo di riferimento (pur non essendo il mio caso) ma sempre differenziandosi!
Non abbiate timori: andrà alla grande 😀

 

Ringrazio Sally per l’incoraggiamento e, se volete sapere di più su di lei e i suoi progetti, la potete trovare sul suo sito.

 

* Ti è piaciuta l’intervista? Vuoi leggerne altre? Le trovi tutte alla pagina La Bussola!

 

NB: tutte le foto di questo post, tranne quella di copertina, sono di Sally Semeria, che ne ce ha concesso gentilmente l’utilizzo.

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