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La richiesta di contatto su LinkedIn

La richiesta di contatto su LinkedIn

Sembra una banalità: trovo una persona interessante, un nominativo che mi potrebbe essere utile, un contatto strategico, un potenziale cliente.

Un semplice click sul pulsantino blu “collegati” ed è fatta. L’invito è partito. 

E magari faccio la stessa cosa con altre decine di persone, perchè l’importante è allargare la rete.

Al di là di essere o meno d’accordo sul fatto che si debba avere network allargati a dismisura; o che LinkedIn sia fatto apposta per entrare in contatto con il maggior numero possibile di persone; o al contrario che la rete, grande o piccola che sia, debba essere piuttosto costituita da collegamenti utili, di reale valore e con cui si interagisce davvero… Al di là di questo, sono convinta che la qualità del network nasca innanzitutto dalla modalità con cui avviene il contatto.

Sei su Linkedin con uno scopo, e questo scopo lo devi avere chiaro prima di tutto tu.

Perchè ti sei iscritto a questo social? E bada che “perchè ci sono tutti” non è una risposta che posso accettare 😉  

Cerchi clienti per la tua azienda o la tua attività?
Cerchi partner per i tuoi progetti?
Cerchi candidati?
Cerchi lavoro?

Lo scopo per cui ti trovi su LinkedIn può cambiare la modalità in cui lo usi, preferendo alcune funzioni rispetto ad altre, privilegiando una certa tipologia di contenuto rispetto ad un’altra.

E condiziona anche il modo in cui ti interfacci con i membri di questo social.

Se vuoi solo allargare la rete, manderai inviti a raffica, facendo un po’ pesca a strascico e chi accetta bene, è un contatto in più. Non è una modalità che condivido, ma può funzionare se pensi che sparare nel mucchio porti massima resa col minimo sforzo.

Se preferisci una rete di valore, è il caso di iniziare a considerare quei semplici nomi come delle persone reali, a cui vale la pena di rivolgersi come tali, recuperando la buona educazione che spero tu utilizzi in occasioni reali, in presenza.

“Buongiorno, sono Mario Rossi, mi occupo di impianti idraulici e sono alla ricerca di nuovi partner con cui sviluppare nuovo business. Ho incrociato il suo profilo su diversi post di comune interesse e ho pensato di contattarla per verificare la possibilità di un incontro di conoscenza reciproca”

“Buongiorno, sono Fiorella Verdi e ho maturato una solida esperienza come responsabile AFC in alcune multinazionali del settore chimico. Ho visto dal suo profilo che si occupa di selezione di profili in ambito finance: mi piacerebbe restare in contatto in caso avesse posizioni in linea con il mio percorso professionale”

Questi sono due semplici esempi di come ci si potrebbe rivolgere ad un potenziale partner commerciale o ad un recruiter, esattamente come si farebbe se incontrassimo le stesse persone ad un convegno, una cena, un evento qualsiasi.

In qualche modo una conversazione va avviata, e presentarsi mi sembra quello più semplice ed efficace.

Mandare una nota è semplice, e te lo consiglia Linkedin stesso:

Per questo motivo, se vuoi chiedere il collegamento a qualcuno, ti consiglio di andare sul suo profilo, perchè se clicchi sul tasto “collegati” nella schermata in cui ti vengono proposti altri 20 profili, non avrai questa possibilità.

Se però sei tu a ricevere un invito senza messaggio?

Beh, io faccio così: il primo messaggio lo mando io, chiedendo una presentazione e il motivo della richiesta di collegamento. E ho avuto diverse sorprese, compreso qualcuno che non sapeva nemmeno di aver cliccato sul tasto “collegati”!

Altri non hanno risposto proprio (e quindi non ho accettato il contatto), mentre molti avviano una vera e propria conversazione: è così che i nomi iniziano ad assumere un tono di voce e lo spessore di una persona “vera”.

E io ho concretizzato uno degli scopi per cui sono su LinkedIn.

Foto di copertina: Affari foto creata da dashu83 – it.freepik.com

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