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Colloquio conoscitivo: ne vale la pena?

Il colloquio conoscitivo. Se sei un veterano della ricerca di lavoro questa formula probabilmente ti ha già messo i brividi o quanto meno ti ha generato un moto di stizza o fastidio. Ma partiamo da un assunto di base:

Un colloquio non si rifiuta mai

Poi possiamo fare dei distinguo.

Un colloquio conoscitivo non si rifiuta mai se stai cercando attivamente un lavoro: in particolare se a chiamarti è un’agenzia per il lavoro/società di selezione e questo per una questione puramente numerica.

Anche se potrebbe sembrare più concreta un’opportunità offerta da una azienda, prova a fermarti a ragionare: un’agenzia ha più aziende clienti e più posizioni aperte rispetto alla singola azienda, e se non va a buon fine la prima occasione, se il colloquio è andato bene ce ne potrà essere una seconda, e poi magari una terza…e così via; se poi il primo contratto termina con reciproca soddisfazione, è l’agenzia stessa la prima ad essere stimolata a proporre ad un nuovo cliente una persona con cui ha già lavorato, che già conosce e di cui ha riscontri positivi.
“Bucare” un colloquio con un’agenzia rischia di chiuderti più porte, invece di una sola.

Un colloquio conoscitivo non si rifiuta mai anche se se stai lavorando: non si può mai sapere cosa riserva il futuro (con tutti gli scongiuri del caso) e tenersi in allenamento male non fa. Anche essere sul mercato con le antenne dritte può aiutare a cogliere delle opportunità del tutto inaspettate, oltre a non farti trovare impreparato a ricominciare da zero nel momento in cui dovessi trovarti sul serio a cercare lavoro.

Un colloquio si può rifiutare, certo.

Se stai lavorando e non è un buon momento per chiedere permessi, se comunque a conti fatti non sei interessato a cambiare, se capisci che chi ti chiama non ha veramente una proposta concreta da mettere sul piatto.

Ma per non buttare proprio via il contatto e l’opportunità, fatti comunque mandare una mail o segnati i riferimenti di chi ti ha chiamato…non si sa mai.

Anche se sei a casa non devi rispondere al 100% delle chiamate. Altrove ho fatto cenno ad aziende che cercano sempre, sempre, sempre le stesse figure e poi in realtà, quando sei lì, propongono altre tipologie di attività o di contratto rispetto a quelle prospettate sull’annuncio o al telefono.

In questi casi una ricerca in rete o tra i tuoi conoscenti per verificare le referenze può essere utile, o rendersi conto che il nome dell’azienda sono mesi che lo vedi ripetuto su ogni sito di annunci di lavoro (soprattutto quelli gratuiti) e sempre per le stesse ricerche di personale, e qui i casi sono due: o l’azienda è terribile e scappano tutti, costringendo l’ufficio del personale a una continua selezione, oppure offre solo contratti brevi e a condizioni accettabili solo come temporanee (“ok, intanto inizio a far qualcosa, e nel frattempo cerco altro”). Ho in mente il caso di un noto garden center delle mie parti, che da almeno 10 anni continua a selezionare magazzinieri: non ho però ancora avuto modo di capire quale sia la vera motivazione tra le due.

Per concludere

Ti lascio un piccolo suggerimento per evitare colloqui che siano veramente inutili: non preoccuparti di chiedere maggiori informazioni al telefono quando ti contattano. L’importante è sempre usare toni cortesi e coinvolgere l’interlocutore nell’idea che le domande che stai facendo sono nell’interesse di entrambi, per non far perdere tempo a nessuno.
Sbuffare e rispondere male quando capisci che l’azienda/l’agenzia ha solo bisogno di aggiornare il proprio database potrebbe precludere la possibilità di essere contattato per il futuro…e perchè farti un autogol?

Se, dopo tutti gli spunti disseminati nel blog, pensi di aver bisogno di un aiuto personalizzato per prepararti al meglio alla prossima intervista, dai un’occhiata a Il Leone – Al colloquio senza paura, il percorso che ti prepara a rispondere alle varie domande, mettendoti alla prova con una simulazione di colloquio.

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