Lettera di presentazione

Parliamo di un altro strumento importantissimo nella ricerca del lavoro: la lettera di presentazione.

Spesso è considerata un di più, una scocciatura da scrivere, una pagina in più da leggere (o da saltare a pie’ pari)… ma sono convinta che usata nei dovuti modi e nelle giuste occasioni, possa essere davvero d’aiuto.

Come per il CV, anche per la lettera occorre avere ben in mente l’obiettivo, sia in termini di destinatario, sia relativamente al ruolo professionale. Per questo motivo in realtà potremmo avere N lettere di presentazione, tanti quanti sono i CV inviati.

La traccia da seguire in ogni caso è questa:

individuazione del profilo – esordisci presentandoti da un punto di vista professionalemettendo bene in vista il tuo ruolo o comunque il tuo ambito di esperienza: in questo modo metti già il lettore in condizione di circoscrivere l’ambito in cui proseguirà il resto della tua lettera.

“Sono un sistemista Microsoft” / “Sono un’impiegata amministrativa” / “Sono un giovane neolaureato in Scienze della Comunicazione”.

breve descrizione dell’esperienza – racconta in poche righe la sintesi della tua esperienza, facendo in modo che emergano tutti i punti che vuoi porre all’attenzione del lettore: è la tua occasione per evidenziare quello che vuoi far sapere di te.

“Ho maturato la mia esperienza all’interno di aziende produttive di media dimensione, dove mi occupavo di gestire e mantenere la struttura informatica”

“Negli ultimi anni ho lavorato presso Xxxxxx occupandomi della gestione delle chiamate e dell’accoglienza clienti e supportando l’ufficio storni quando richiesto”

Attualmente collaboro con l’ufficio stampa di una nota azienda del settore lusso, in cui mi occupo prevalentemente di rassegna stampa quotidiana, oltre che della preparazione e dell’invio delle cartelle stampa e dei comunicati

Attenzione: se hai già inserito la descrizione del profilo all’inizio del CV, non è saggio fare un copia/incolla, ma sarebbe meglio una parafrasi.
Oppure, se scarseggia l’ispirazione, potresti tenere due versioni del curriculum: una con la sintesi del profilo, da salvare nei siti di annunci nel caso non potessi mettere la lettera, e una senza quando mandi il CV accompagnato dalla lettera.
Tieni sempre comunque da conto il rischio che CV e lettera possano venire separati, e quindi sarebbe opportuno avere una presentazione anche sul curriculum.

motivo per cui ti candidi – e qui si apre un mondo… In realtà la lettera dovrebbe cambiare per ogni destinatario (o gruppo di destinatari: se la mandi a 10 aziende di consulenza informatica, basta una lettera uguale per tutti, a meno che, per esempio, tu abbia qualcosa di specifico da dire ad IBM rispetto a tutti gli altri).
In questa parte devi in pratica trasferire il perchè stai scrivendo proprio a loro, giustificandolo con la tua esperienza, esplicitando il perchè ritieni di avere le competenze per ricoprire un dato ruolo, che va comunque dichiarato.

Quest’ultima parte è appunto quella più personalizzabile, perchè cambierà a seconda che tu stia rispondendo ad un annuncio o che stia inviando la tua autocandidatura ad una società di selezione del personale o a una azienda specifica.

Stai rispondendo ad un annuncio? È il caso più semplice! In pratica ti basta riscrivere con parole tue il contenuto dell’annuncio applicandolo alla tua esperienza, facendo emergere tra le competenze e le esperienze richieste quelle che sono i tuoi punti di forza.

È una autocandidatura? Ricordati di tenere sempre in mente a chi stai scrivendo. Puoi provare a immaginare di avere davanti a te l’interlocutore e spiegargli a voce il motivo per cui ti candidi.

  • Stai scrivendo a una società di ricerca e selezione? Oltre a comunicare le tue esperienze e competenze, dichiara apertamente il tuo obiettivo professionale, esplicitando anche i ruoli per i quali ti proponi nel caso ce ne fosse più di uno.
    Aiuta il recruiter ad identificarti e “classificarti” con le giuste parole chiave.
  • Stai scrivendo ad una azienda? Fai sentire a chi leggerà la tua lettera che ti stai rivolgendo alla sua azienda in modo particolare, che l’hai scelta per un motivo, e raccontaglielo. E poi racconta cosa puoi fare tu per quell’azienda.

Per scrivere una buona lettera che sia davvero motivazionale, soprattutto in caso di autocandidatura, ti lascio alcuni suggerimenti:

  • Concentrati davvero sul motivo per cui stai scrivendo proprio a quell’azienda (o a quel gruppi di aziende). Se non lo sai nemmeno tu, come puoi sperare che lo sappia il tuo interlocutore? Prova quindi a rispondere subito alla domanda “perchè dovremmo assumere proprio lei?”. ATTENZIONE: “perchè sto cercando lavoro” non è una motivazione, è un’ovvietà.
  • Scrivi cercando di immaginare di avere davanti qualcuno a cui stai davvero parlando: immaginati il dialogo in cui spieghi al tuo interlocutore perchè gli stai mandando il tuo CV e prova a trasferirlo nella lettera, cercando di mantenere un tono di voce che sia sì formale, ma anche e soprattutto personale (non proprio colloquiale, ma nemmeno eccessivamente ingessato)

Resta l’ultimissima parte della lettera, la chiusura, dove anticipi che c’è allegato il tuo CV e porgi i tuoi saluti. Con alcune accortezze.

Un grosso scivolone, che capita piuttosto di frequente, consiste nell’utilizzare forme eccessivamente ossequiose, oserei quasi dire servili, nel concludere la lettera. La comunicazione che serve, invece, è quella assertiva: ho scritto, posso anche ringraziare dell’attenzione prestata nel leggermi, e resto in attesa di un riscontro, ma non “spero” né “mi auguro” che il mio profilo sia di interesse né attenderò che Sua Grazia si degni cortesemente di rispondermi.

Attenzione, non sto dicendo di fare i maleducati, ma di non comunicare sudditanza né di porsi ad un livello inferiore rispetto all’interlocutore. Non far trasparire la disperazione e il senso di estremo bisogno. Muovere a compassione rischia di mettere in ombra le tue competenze.

Se quello che ho scritto prima non fa parte del tuo carattere e ti senti abbastanza deciso nella tua proposizione, puoi anche osare con una azione proattiva, e preannunciare al destinatario della tua lettera una chiamata entro qualche giorno (sempre che tu abbia i riferimenti). Se però lo annunci, devi anche farlo! Quindi pensa bene se e quando e con chi è il caso di proporla.

Articolo aggiornato a giugno 2020. Immagini da Freepik

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